
Madrid suona le sue campane,
Rompendo il silenzioso frastuono della gente,
Che tra grida, vociare e risa
Si allontana dal cupore di questa pandemia
e si risveglia insieme a un timido bocciolo di primavera.
I profumi son attutiti, smussati da sterili e sterilizzate mascherine.
Si cercano sorrisi tra gli sguardi, per sentirsi più umani,
laddove la bocca viene tappata dall’incertezza.
Osservo la pace attraverso un signore anziano
che sfoglia “El Pais” con interesse.
Il suo sorriso va oltre il suo sguardo,
non indossa maschere e si lascia accarezzare dal sole.
Il vento scuote le foglie e le pagine del giornale,
mentre saldo rimane il suo interesse per la lettura.
Ammiro e rispetto la sua quiete,
così mi distolgo dalla sua intimità silenziosa
scendendo dal muretto sul quale siedo,
E torno ad appoggiare i miei piedi al suolo,
Sulla secca ghiaia di una giornata di febbraio.
Ricomincia la ricerca, il senso del mio dolce vagare,
per questa città e per le meravigliose arterie di questo mondo.
photo: Matt Bronson Street Ph